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Helly

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Si sente parlare molto del rublo russo in questo giorni. Il motivo di tanta attenzione è molto semplice. Tra mosca e gli USA è in corso un braccio di ferro che coinvolge il dollaro. Il biglietto verde è la valuta leader nelle transazioni internazionali, ma da tempo Russia e Cina mirano a minarne il potere. E in questa ottica, mosca ha annunciato che il National Wealth Fund, il principale fondo sovrano del Paese, procederà alla eliminazione del dollaro, per fare maggiore spazio a euro e yuan. Una vera e propria sfida.
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Nell'ultimo periodo il mercato delle materie prime è nel focus degli investitori. Il motivo è il rapido aumento dei prezzi, provocato dalla forte ripresa economica. Questo ha innescato un aumento della domanda, e quindi la pressione al rialzo sui prezzi. anche se questa situazione è comune a tutte le materie prime, in particolare è molto interessate la situazione del palladio, anche perché i suoi fondamentali di mercato sono molto positivi. Questo fa pensare che il trend crescente continuerà.
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Dopo la crisi economica innescata da quella sanitaria, l'economia globale sta riprendendosi in modo sempre più forte. Tuttavia, diversi analisti ritengono che la marcia della ripresa adesso stia viaggiando a una velocità finanche eccessiva. In particolare, negli USA c'è il timore che ormai siamo prossimi al picco della ripresa. Questo stato di allerta potrebbe innescare brusche correzioni sul mercato azionario, che negli ultimi mesi ha viaggiato con il piede premuto sull'acceleratore.
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L'aumento recente dell'inflazione - soprattutto la fiammata negli USA - ha riacceso il dibattito sugli aiuti economici delle banche centrali. Chiaramente anche della BCE. A tal proposito Isabel Schnabel, economista tedesca e membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha chiarito che il PEPP non dipende solo dall'andamento dell'inflazione, e in secondo luogo che quest'ultima probabilmente non sarà ancora al target del 2% quando il PEPP finirà. "È probabile che quando il PEPP finirà, non avremo raggiunto il nostro obiettivo", ha detto Schnabel. I timori che l'inflazione UE div
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La riunione di politica monetaria della banca centrale della Nuova Zelanda non ha riservato sorprese. Esattamente come ci si aspettava, la RBNZ ha infatti deciso di confermare il costo del denaro al minimo storico dello 0,25%. Ha pure confermato il programma LSAP fino a 100 miliardi di dollari e l’operazione FLP. La cosa più importante però, è che la banca centrale ha preannunciato che nel prossimi futuro intende procedere al rialzo del costo del denaro. Una mossa che ha fatto impennare il dollaro kiwi.
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Il mondo dei mercati finanziari e quello dell'automobilismo non sono stati mai così vicini come in questo periodo. Infatti i protagonisti di questi due ambiti devono seguire le stesse due parole d'ordine: velocità e controllo. Come sulle pista di gara, anche sui mercati occorre andare veloci, anche perché con le valutazioni così alte, la tentazione è di spingere sull'acceleratore. Tuttavia, c'è il pericolo che spingendo troppo di finisca fuori strada. Insomma, il contesto attuale richiede piloti esperti.
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La sostenibilità ambientale è uno dei temi più caldi degli ultimi mesi. Soprattutto dopo che è scoppiata la crisi sanitaria dovuta al Covid 19. Anche le banche stanno cavalcando l'onda, preannunciando e sponsorizzando prodotti o progetti che hanno a cuore la sostenibilità. Tuttavia, a dispetto di questa forte sensibilità, le banche continuano a puntare forte anche sul tema del carbone, come dimostrano gli ingenti investimenti in settori che di green non hanno proprio nulla.
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In settimana c'era una dato molto atteso dagli investitori, ossia quello sulla inflazione americana. Il dato ha sorpreso tutti perché è stato più alto del previsto, e questo rimesso le ali ai beni rifugio. Il metallo giallo viene infatti scambiato ai massimi di 3 mesi, su quota 1845 per oncia. Il fatto è che l'oro è considerato come uno strumento difensivo rispetto alla inflazione. Ma sulla crescita di questo prezzo incide anche la debolezza del dollaro americano. che ha avuto una fiammata soltanto dopo il dato sull'inflazione.